La Basilica di "Nostra Signora di Bonaria" ♥

Il Santuario più importante in Sardegna

Basilica e Santuario di Nostra Signora di Bonaria
Basilica e Santuario di Nostra Signora di Bonaria

Nel Capoluogo della mia amata Sardegna, a Cagliari, posssiamo trovare in cima ad un colle la meravigliosa e superba BasilicaSantuario di " Nostra Signora di Bonaria ". Non so se avete mai avuto la fortuna di andare a visitarla ma se non l'avete fatto vi consiglio già da subito di andare. Nell'ultimo nostro viaggio a Cagliari abbiamo deciso di andare a farle visita in maniera più dettagliata, in quanto essendo in un periodo natalizio la Basilica sarebbe stata addobbata in maniera spettacolare.

Siamo rimasti senza fiato con il naso all'insù osservando tale bellezza e anche tutte le diverse persone che erano li nello stesso momento erano estasiate dinnanzi a tutto ciò.

Nell'immagine sotto come potete vedere ho condiviso con voi qualche scatto che abbiamo fatto...meravigliosa vero?

La sua storia lo è ancora di più ♥

 

Basilica addobbata dicembre gennaio 2017/18
Basilica addobbata festività natalizie 2017/18
Basilica e Santuario addobbato  festività 2017/2018
Basilica e Santuario addobbato festività 2017/2018
Basilica e Santuario illuminato dal tramonto festività 2017/18
Basilica e Santuario illuminato dal tramonto festività 2017/18

Il Santuario è mariano ed è il più noto ed importante di tutta l'isola, costituito da una piccola chiesa di origini trecentesche( il Santuario) in stile gotico- catalano e dalla Basilica, risalente al 1700, in stile neoclassico.

La facciata della Basilica in calcare si erge di fronte ad un grande piazzale, in corrispondenza della navata centrale  vi è un timpano triangolare  che racchiude lo stemma dell'ordine della Mercede.

 

Basilica e Santuario con il grande piazzale di fronte
Basilica e Santuario con il grande piazzale di fronte

Di fronte all'immenso piazzale, poco più sotto, troviamo infiniti scalini che scendono verso il mare "de su Siccu", noto porto turistico di Cagliari.

 

Basilica di Bonaria e di fronte la scalinata che scende verso il mare
Basilica di Bonaria e di fronte la scalinata che scende verso il mare
Di fronte alla Basilica si può vedere il mare "de su Siccu"
Di fronte alla Basilica si può vedere il mare "de su Siccu"

Per entrare dentro la Basilica si oltrepassa un maestoso cancello  in ferro nero con dettagli color oro e poi si entra dentro un possente portone.

 

Cancello in ferro nero e dettagli color oro, prima del portone d'ingresso della Basilica
Cancello in ferro nero e dettagli color oro, prima del portone d'ingresso della Basilica

Una volta  che ci si trova al suo interno si rimane incantati dalla grandezza e bellezza della Basilica. La prima cosa che ho notato sono state le statue molto grandi di angeli  bianchi che sorreggevano l'acqua santiera, realizzati con cura da abili mani.

Angelo all'ingressocon porta santiera dell'acqua
Angelo all'ingressocon porta santiera dell'acqua
Angelo ravvicinato con porta santiera dell'acqua tra le mani
Angelo ravvicinato con porta santiera dell'acqua tra le mani

Una volta che ho rivolto lo sguardo davanti a me ho visto tre  navate ( a croce latina), separate da arcate e ampio  transetto sovrastato da una gigantesa cupola (alta 50 metri).Le arcate sono quattro appoggiate su possenti colonne binate  in calcare bianco. La navata centrale, cioè quella che a primo impatto va all'occhio, perlomeno a noi, è lunga bensì 54 metri , con una copertura  a volta a botte, mentre quelle laterali a volte da  quattro cupolette. Ognuna ha appeso diversi e possenti lampadari in ferro battuto lavorato.

Devo essere sincera , essendo tutto stupendo, non si sa da dove iniziare a guardare... perchè tutto merita la stessa importanza.

 

navata centrale basilica di Bonaria
Navata centrale
Navate laterali con annessi lampadari in ferro lavorato sul soffitto
Navate laterali con annessi lampadari in ferro lavorato sul soffitto
Navate laterali con le arcate
Navate laterali con le arcate
Cupola maestosa
Cupola maestosa

L'altare maggiore è di una bellezza strepitosa, sormontato da un baldacchino sorretto da del marmo verde e adornato con dei meravigliosi angeli dorati. Realizzati alla perfezione tanto da sembrare quasi reali.

Altare con baldacchino
Altare con baldacchino

Sulla destra di fronte al presbiterio abbiamo la riproduzione della statua della Madonna di Bonaria.

 

Nostra Signora di Bonaria ♥
Nostra Signora di Bonaria ♥

Nelle navate laterali ritroviamo grandi tele raffiguranti la Madonna risalenti agli anni '50 del XX secolo.

Nel transetto della Chiesa troviamo l'organo a canne tamburini, strumento a trasmissione elettrico dove vengono suonate meravigliose melodie in onore delle diverse celebrazioni.

Organo a canne tamburini
Organo a canne tamburini

Noi essendo andati nel periodo delle festività natalizie abbiamo potuto vedere lo stupendo presepe al lato destro della navata centrale e ammirare qualche decorazione in più per via delle festività, come la natività in formato grande con Giuseppe e Maria al suo fianco.

 

Presepe artigianale
Presepe artigianale
natività
Natività ♥

Sempre dall'interno della Basilica attraverso un altro portone sulla sinistra della navata abbiamo visitato il piccolo Santuario dei Mercedari ♥

 

Santuario dei frati
Santuario
 Santuario visto dall'altare
Santuario visto dall'altare

Molto  più semplice al suo interno rispetto alla Basilica ma impreziosito da un oggetto particolare, una piccola " navicella di avorio".

E' stata appesa con una cordicella all'abside di fronte alla statua della Vergine. Come potete vedere anche nella foto qui sotto.

 

Madonna di Bonaria con appeso in alto sull'abside la "navicella d'avorio"
Madonna di Bonaria con appeso in alto sull'abside la "navicella d'avorio"

Molto antico e prezioso come oggetto, in quanto un 'antica leggenda narra che fu donata da uno dei tanti pellegrini che si recavano al  Santuario per venerare la statua della Vergine. Il dono all'inizio era diretto per la " Terra Santa ", ma quando il pellegrino seppe la storia della statua decise di donarlo alla Madonna di Bonaria. Molti pescatori vanno in pellegrinaggio per omaggiare la Madonna di Bonaria e poter  vedere la "navicella di avorio", in quanto si dice che quell'oggettino indichi la direzione delle correnti del Golfo di Cagliari. Per questo molti pescatori del posto e non,  prima di avventurarsi in mare aperto si recavano e tutt'oggi si recano al Santuario in cerca di informazioni e per osservare la prua della nave dove si sposta per capire la direzione del vento. A guardarla sembra una piccola navetta senza significato, ma quando ci venne raccontata la storia, quel piccolo oggetto prese un valore diverso. 

Sulla sinistra della navata centrale del Santuario si va verso il convento, dove all'interno c 'è anche il museo che vi consiglio assolutamente di visitare, luogo tranquillo dove potete rilassarvi e ritrovare voi stessi. Una volta dentro potete decidere se farvi confessare da uno dei frati, se andare ad osservare più da vicino la statua della madonna. In quel caso dovete percorrere delle scale a senso unico, non potete più ritornare da quel punto ma fare nuovamente il giro, prima di percorrere le scale vi invito a fare  attenzione sul lato verso l'alto alle tantissime stampelle e oggetti appesi che ricordano le grazie e le richieste di grazia.

Mi hanno colpito molto!

Stampelle e diversi oggetti per utilizzo medico durante la guerra
Stampelle e diversi oggetti per utilizzo medico

Dopo di che una volta rifatto il giro potrete andare a visitare il museo.Vi è un piccolo altare  dedicato a  Papa Giovanni Paolo II ( in questo altarino ci si può fermare e leggere la preghiera per ricevere una grazia e lasciare un oggettino per poter essere nelle sue grazie e preghiere, come ho fatto anche io, lasciando in dono un braccialetto. Nella foto potete vedere sulla destra i diversi rosari, braccialetti e bigliettini che sono stati lasciati in dono.

Altare con i cuori di Gesù, dedicato a Giovanni paolo II e la Madonna di Bonaria
Altare con i cuori di Gesù, dedicato a Giovanni paolo II e la Madonna di Bonaria

Nella parete mi hanno colpito i tanti cuori di Gesù appesi, a centinaia, come potete vedere anche nella foto.

Cuori di Gesù appesi di diverse forme
Cuori di Gesù appesi di diverse forme
Cuori di gesù da vicino
Cuori di gesù da vicino

Se si attraversa il giardino del convento, al centro troverete un antico pozzo

Antico pozzo in mezzo alla piazzetta del convento
Antico pozzo in mezzo alla piazzetta del convento

Al lato destro del pozzo troverete  una stanza silenziosa con una tv accesa con una voce guida che racconta tutta la storia di Nostra Signora di Bonaria che vi invito ad ascoltare e osservare in silenzio, perchè è davvero interessante, anche solo per cultura personale.  

 

Curiosità

Una leggenda narra che nel 1370, durante una tempesta in mare aperto, una nave probabilmente spagnola, perse il suo carico. Quando la bufera si placò arrivò proprio sulla riva di fronte al colle di Bonaria una grande cassa in legno. All'interno c era una statua di legno femminile, " La Madonna" con in braccio il bambino ed in mano una candela rimasta da quello che viene riportato miracolosamente accesa.

Divenne immediatamente simbolo di tutta la Sardegna, dove ad oggi milioni di fedeli vanno sempre a farle visita.

Simbolo fra i marinaria che la invocano come protettrice. I Conquistadores spagnoli battezzarono la città di Buenos Aires come " Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires" proprio in onore del Santuario cagliaritano.

La Basilica è stata costruita nel 1324 da  Alfonso D'Aragona durante l'assedio ai Pisani e poi donata ai Mercedari.

Accanto alla Basilica, i frati costruirono il convento che tutt'oggi abitano. Un arco collega il piccolo Santuario e la maestosa Basilica fatta costruire dai Mercedari in onore della Madonna. I lavori per la costruzione della chiesa iniziarono nel 1704 , dopo anni  e anni di lavori, finalmente venne  consacrata ed elevata a Basilica nel 1926 da Pio XI. Quindi come ben capirete una lunghissima costruzione prima di renderla così com'è oggi. La guerra la distrusse e venne rimessa a nuovo, gli ultimi restauri risalgono a fine del  XX secolo.

Molto importante è  la data della sua proclamazione, infatti la Madonna venne proclamata Patrona massima della Sardegna nel 1907 da Pio X . Cent'anni dopo venne celebrato il centenario di tale proclamazione, concluso il 7 settembre 2008 da Papa Benedetto XVI , giunto nel capoluogo per visita pastorale, dove regalò come omaggio alla Vergine la " Rosa d'oro"  come segno di speciale distinzione.

Nel 2013 anche Papa Francesco venne a farle visita. Ma ricordiamoci che fecero visita altri noti Papi nel Santuario, ricordiamo nel 1970 la visita di Papa paolo VI, Giovanni paolo II  il  20 ottobre 1985 .

Questa vergine ha ricevuto le migliori onorificenze e visite ♥

La sua festa viene celebrata il 24 aprile, perciò se capitate da quelle parti in quel periodo approffitatene. 

Immaginetta sacra di Nostra Signora di Bonaria
Immaginetta sacra di Nostra Signora di Bonaria

Voi che ne pensate di questa  stupenda Basilica e Santuario? L'avete mai visitata? Conoscete qualche notizia particolare che non ho citato? fatemi sapere sono molto curiosa... Ci conto !

A presto, 

 

seresweetlove♥

 

 


Il "Golden Gate Bridge" a San Francisco

Il ponte più famoso al mondo ♥

Golden Gate Bridge, foto scattata personalmente durante la gita sul traghetto nella baia
Golden Gate Bridge, foto scattata personalmente da me durante la gita sul traghetto nella Baia

Durante il nostro viaggio a San Francisco ho avuto la fortuna insieme a mio marito di vedere dal vivo il maestoso e suggestivo ponte  "Golden Gate Bridge" ♥  Questo ponte è il più famoso e fotografato al mondo, noto per essere sospeso nella famosa Baia di San Francisco. Il ponte è noto perchè collega San Francisco con la Contea di Marin ( la parte settentrionale della penisola si collega grazie a questo lungo e maestoso ponte alla parte meridionale). 

Il Golden Gate Bridge è alto 227 metri sopra il livello del mare ed è lungo 2,7 km, il suo colore è rosso e non corrisponde sicuramente al suo nome  che tradotto in italiano "Golden" vuol dire dorato.

James Wilkins fu il noto ingegnere che propose l' idea di costruire questo ponte per rendere più sicura e sopratutto veloce l'attraversata dello stresso dalla parte settentrionale a quella meridionale e viceversa.

Mentre il nome del ponte "Golden Gate Bridge" fu proposta M.H.O'Shaughnessy e la creazione del ponte invece fu proposta dall'ingegnere Badr Abouelala. Non fu sicuramente facile la progettazione del ponte e passarano diversi anni prima che il suo progetto potesse venire approvato. Si inziò con le varie proposte nel 1927 fino ad arrivare alla vera approvazione del progetto  e all'inizio dei lavori il 5 gennaio del 1933.

Come potete vedere sotto ho messo qualche foto in cui si vedono i diversi operai alle prese con la costruzione del ponte.

Operai che lavorano alla realizzazione del ponte (1933/1937)
Operai che lavorano alla realizzazione del ponte ( 1933/37)
Operai che lavorano alla realizzazione del ponte ( 1933/37)
Operai che lavorano alla realizzazione delle assi portanti del ponte ( 1933/37)

Durante la realizzazione del "Golden Gate Bridge" persero la vita diversi operai e collaboratori, in quanto la sicurezza era minima e l' altezza eccessiva. Vi mostro una foto dove si vede chiaramente che lavoravano sopra delle reti che non erano sicure e abbastanza resistenti per contenere i lavoratori e addiritura potete notare un operaio in bilico sulle travi senza protezione.

Considerate che oltre alla folle altezza , il mare era ghiacciato è colmo di squali.

Operai che lavoravano sulle reti o in bilico delle travi senza protezione (1933 /37)
Operai che lavoravano sulle reti o in bilico delle travi senza protezione (1933 /37)

Fu completato nel 1937 e fu aperto ai pedoni sempre nello stesso anno il 27 maggio.

 

Il passaggio dei pedoni  27 maggio 1937
Il passaggio dei pedoni 27 maggio 1937

Il Presidente  vigente nel periodo,Roosevelt, a mezzoggiorno del giorno dopo ( 28 maggio 1937) premette  il pulsante per dare il via al passaggio sul ponte dei veicoli. Un momento molto emozionante e importante per la città di San Francisco.

Il passaggio per la prima volta dei veicoli il 28 maggio 1937
Il passaggio per la prima volta dei veicoli il 28 maggio 1937

Come ho accennato ad inizio articolo il ponte "Golden Gate" sarebbe dovuto essere  seguendo il suo nome, dorato,  invece è rosso. Immagino vi domandiate il perchè...

Una famosa leggenda narra che nell'imboccatura della baia, lo stretto tratto d' oceano  dove poi si  sviluppa il ponte, venne battezzato  "Chrysoceras"  ( termine greco che vuol dire "porta d'oro" ) da uno dei primi esploratori della zona John C. Fremont. Gli desse questo nome in quanto gli ricordava lo stresso di Istambul ,Crysoceras, che significa "corno d'oro".

Quindi sembra possibile che sia stato battezzato secondo il tratto d'acqua che attraversa.

E' stato dipinto di rosso a sorpresa di molti, in quanto l'acciaio di consegna aveva solo la vernice rossa. Questo colore ha colpito così  tanto uno degli ingegneri che decise di  utilizzare per il completamento finale quel colore di vernice.

Se vogliamo essere tecnici il colore preciso è "l'arancione internazionale " tendente al rosso. 

Noi siamo andati in un periodo primaverile quasi tendente all'estate è vi posso garantire che la temperatura e il tempo cambiano in giro di un minuto quindi se volete un consiglio, se dovreste andare a vederlo in primavera/estate  vestitevi a strati. Noi l'abbiamo attraversato sia in macchina sia in traghetto e possiamo assicurarvi che il miglior abbigliamento in questo periodo è quello diviso a strati, portate un capello o una felpa col cappuccio come abbiamo fatto noi così da ripararvi dal vento e dal freddo improvviso.

All'estremità del ponte trovate un negozio di souvenir e un piccolo baretto per bere qualcosa, inoltre troverete dei percorsi che vi conducono in basso verso l'antico " Fort Point ", terminato nel 1861 come avamposto militare per la protezione dell'imboccatura della baia, prima che sorgesse il ponte.

Osservando da sotto il ponte o dal traghetto rimarrete incantati per la maestosità della struttura e dalle spettacolari reti di travi, colonne e cavi che lo compongono. Non potevamo credere ai nostri occhi. Anche attraversarlo in auto con i finestrini aperti dava una sorta di emozione indescrivibile, mi è rimasto impresso il rumore acuto dei passaggi delle macchine e del vento che fischiava tra le travi e di tutti i suoi componenti. A tratti sembrava che il ponte stesse per cedere, in realtà era solo una sensazione dovuta dai diversi frastuoni. Non oso immaginar le persone che  hanno lavorato senza protezione ore e ore per anni in questo posto che sensazioni abbiamo provato.

"Golden Gate Bridge" durante un tramonto che risalta molto bene il suo effettivo colore
"Golden Gate Bridge" durante un tramonto che risalta molto bene il suo effettivo colore

Insomma una struttura tanto stupenda e suggestiva da vedere ma allo stesso tempo troppo maestosa e malinconica per la sua storia secondo me. Di una cosa sono certa vale la pena andare a vederlo perchè vi regalerà un mix di emozioni che se non le provate personalmente  non potrete mai immaginare e se avrete la fortuna come noi di trovare una giornata soleggiata ,tutto sommato senza nebbia se non un pò verso il pomeriggio inoltrato, lo spettacolo sarà sicuramente disarmante.

Siete mai stati a San Francisco? Avete mai visto il "Golden Gate Bridge"? Vi piace questo ponte? fatemi sapere...Ci conto!

A presto, 

 

seresweetlove ♥


Festa di Sant'Antonio Abate a Lodè

"Su Ocu de Sant'Antoni 2018"

Sant'Antonio abate santo del fuoco prottetore degli animali, Lodè 2018
Sant'Antonio abate, Lodè 2018

La festa di Sant'antonio Abate arriva dopo poco le festività natalizie e prima del carnevale e i riti pasquali della settimana santa. In tutta la Sardegna si dedicano diverse manifestazioni per il Santo legate al fuoco e ai falò.

Grandi e piccoli falò tra la notte del 16 e 17 gennaio illuminano la notte di diversi comuni della Sardegna.

Sant'Antonio è il Santo del fuoco ed è il protettore degli animali, proprio per questo i pastori e gli agricoltori in particolar modo ne sono devoti. Un 'antica leggenda narra che Sant'Antonio abbia rubato dagli inferi una scintilla di fuoco e la regalò agli uomini per poter riscaldare la terra. Secondo appunto questa antica leggenda si deve ringraziare a questo Santo se abbiamo la luce e il calore. Per questo motivo il fuoco e i falò sono gli elementi principali che caratterizzano i riti in suo onore.

Fra tutti i paesi della Sardegna che festeggiano il Santo con manifestazioni più o meno grandi, quella che mi ha maggiormente colpito è  sicuramente la festa di  "Su  Ocu  de  Sant'Antoni " di Lodè,  paese d'origine dei miei genitori. 

Sono sempre stata molto legata alle mie origini, alle tradizioni e usanze della mia famiglia e volevo condividere con voi una delle feste più suggestive ed emozionanti che secondo me vengono svolte in Sardegna.

Non perchè io sia di parte essendo originaria di questo luogo ma perchè sono pienamente convinta che quando un evento merita importanza dev'essere condiviso♥

 

 

"Sant'Antoni de su Ocu" a lodè, 16 gennaio  2018
"Sant'Antoni de su Ocu" a lodè, 16 gennaio 2018

Lodè è un meraviglioso paese del nuorese di 1707 abitanti , riconosciuto come Borgo autentico d'Italia, nonchè come Borgo montano medievale che sorge tra la catena calcarea del Monte Albo e i monti di Bitti, Alà de Sardi e buddusò, ai piedi del Monte Calvario. Il suo territorio appartiene alla regione storica nota come Alta Baronia.

Questo Borgo è ricco di storia e di tradizioni popolari conservate gelosamente dalla popolazione  e tramandate di generazione in generazione con tanto amore e devozione ♥ 

Lodè il Borgo montano autentico d'Italia
Lodè il Borgo montano autentico d'Italia

Una delle feste religiose più importanti di questo Paese che ancora si tramanda intatta nei secoli è sicuramente la festa religiosa  di Sant'Antonio Abate, nota in sardo  come  "Sant'Antoni de su Ocu".

 Grandi e piccini aspettano con tanta emozione e gioia l'arrivo del 16 gennaio per poter vivere intensamente la giornata ricca di eventi. Già da circa una settimana prima, tutte le diverse compagnie di amici si riuniscono per decidere chi porterà il palo  che comunemente a Lodè viene chiamato in sardo "Sa Pompia" (Un tronco di albero di Eucaliptus molto lungo che può arrivare a toccare un altezza di 20/22 metri). Quest'anno la sua altezza è stata di 18 metri. 

 Albero di eucalipstus  detto in sardo "Sa pompia" o " Su Pennettu" alto 18 metri, Lodè  2018
Albero di Eucaliptus detto in sardo "Sa pompia" o " Su Pennettu" alto 18 metri, Lodè 2018

Il 16 gennaio tutte le compagnie o" sas cumpatzias" come dicono in Paese, si alzano molto presto per andare a tagliare le frasche, ma prima di partire tutti i componenti delle compagnie vanno in chiesa per ricevere la benedizione.

Già da questo che vi ho appena detto potete capire la devozione di questi giovani verso il Santo.

Nel mentre che questi gruppi di ragazzi e non, partono per le campagne alla ricerca delle migliori frasche da portare, i più piccoli al tocco delle campane di mezzoggiorno escono di casa e si dividono in piccoli gruppetti e vanno di porta in porta per tutto il paese, con una federa di cuscino sulle spalle. 

Gruppetti di bambini/e con le federe dei cuscini  che vanno a "Zumpare su Ocu"
Gruppetti di bambini/e con le federe dei cuscini che vanno a "Zumpare su Ocu"

In ogni casa che suonano dicono la frase in sardo di tradizione " Tzia lo zumpamusu su ocu? ( che vuol dire zia lo saltiamo il fuoco?). Dopodichè ogni famiglia dona ai piccoli il pane tradizionale che viene appositamente creato per questa festa " Sos Calistros", un pane dolce davvero ottimo che vi consiglio di assaggiare, la sua forma a me ricorda il simbolo dell'infinito.

"Sos calistros" Pane tipico di Sant'Antonio
"Sos calistros" Pane tipico di Sant'Antonio

Oltre al pane vengono date arance, frutta secca, dolci vari e in questi ultimi anni anche cosine sfiziose e soldini ... che i bambini apprezzano molto hihihihi

Una delle varie case di Lodè con tante cose da donare ai bambini  che vanno a "Zumpare su Ocu"
Una delle varie case di Lodè con tante cose da donare ai bambini che vanno a "Zumpare su Ocu"

Verso le 16:00, le campane fanno diversi tocchi e i bambini finiscono di "Zumpare  Su  Ocu" per le case e aspettano l'arrivo delle compagnie sui diversi trattori e macchine colme di frasche e decorazioni.

Trattore decorato con collane giganti di arance e tantissime frasche nel carrello
Trattore decorato con collane giganti di arance e tantissime frasche nel carrello
Macchine decorate con collane d'arance e frasche, Lodè
Macchine decorate con collane d'arance e frasche, Lodè

Il ritorno in Paese delle diverse compagnie , ognuna distinta dal proprio soprannome è davvero particolare, perchè arrivano a suon di clason, musica, canti e tantissima allegria e gioia che viene trasmessa sin da subito anche a chi guarda.

Ogni trattore e macchina è decorata con collane giganti di arance e spesso si fermano nel percorso che fanno fino ad arrivare alla piazzetta principale della chiesa, per offrire  il vino tipico  e fare qualche ballo con conoscenti e amici.

Una volta giunti nella piazzetta davanti alla chiesa parrocchiale ogni compagnia versa le frasche dai carrelli dei trattori e dai cofani delle macchine e con passione e devozione iniziano a sistemare le frasche intorno all'albero, "Sa Pompia" precedentemente issata al centro della piazza.

 

L'albero "Sa Pompia" issata al centro della piazzetta e sistemazione delle frasche intorno ad esso
L'albero de "Sa Pompia" issata al centro della piazzetta e sistemazione delle frasche intorno ad esso

Alle 17:00  si inizia con la processione del Santo,per tre voltre di fila i fedeli portano sulle spalle il Santo e un corteo di altrettanti fedeli al seguito lo accompagna nel giro intorno al falò.

 I 3 giri in processione del Santo intorno all'albero de "Sa pompia", Lodè 2018
I 3 giri in processione del Santo intorno all'albero de "Sa pompia", Lodè 2018

Il Parroco, Don Alessandro, dopo aver celebrato una breve messa e aver pregato insieme ai fedeli, benedice tutti i partecipanti e poi suona la campanella dando inzio alla gara tanto aspettata da tutti i giovani.

Il prete benedice tutti i partecipanti, Lodè 2018
Il prete Don Alessandro benedice tutti i partecipanti, Lodè 2018
Il prete suona la campanella dando inizio alla gara, Lodè 2018
Il prete Don Alessandro suona la campanella dando inizio alla gara, Lodè 2018

Tutti i ragazzi delle diverse compagnie iniziano a salire sulle frasche, sfidando il fuoco e le scintille per arrivare a toccare la punta dell'albero dove sono appesi i premi simbolici.

I ragazzi che salgono sulle frasche per partecipare alla gara  , Lodè 2018
I ragazzi che salgono sulle frasche per partecipare alla gara , Lodè 2018

Una volta che verrà toccata la collana di arance ecc... si raggiungerà la vittoria, se non si riuscirà ad arrivare sino in cima la persona che si sarà avvicinata di più alla punta avrà vinto e di conseguenza tutta l 'intera sua compagnia.

 

Il vincitore di quest'anno che riesce ad arrivare a toccare la collana d'arance sino in cima, lodè 2018
Il vincitore di quest'anno che ha toccato la collana d'arance sino in cima, Lodè 2018

Come potete immaginare un susseguirsi di emozioni che tengono tutti con il  fiato sospeso e lo sguardo fisso verso l'alto.

Il vincitore sarà acclamato da tutti e una volta sceso,  portato sulle spalle in giro per il paese, dove si continuerà con i festeggiamenti, canti e balli per tutta la nottata ♥

La compagnia detta "S'Istaffa" che festeggia "Roberto" , il loro vincitore , lodè 2018
La compagnia detta "S'Istaffa" che festeggia "Roberto" , il loro vincitore , Lodè 2018

La compagnia vincente avrà l'onore di organizzare con i premi vinti una cena per l'intera comunità. L'appuntamento è stato fissato per sabato 27 gennaio 2018  nella piazzetta davanti alla chiesa parrocchiale.

Curiosità

  • Ogni persona, una volta finita la gara e la celebrazione intorno al falò, può prendere qualche pezzetto di ramoscello bruciacchiato e portarlo con sè a casa propria perchè porta bene in quanto benedetto.
  • Alcune persone si portano le ceneri delle frasche bruciate e le spargono nel loro terreno o giardino in quanto viene definito di buon auspicio per il futuro raccolto. 
  • Quando si accende il fuoco del falò solitamente le persone più anziane e sagge osservano dove si dirige il fumo ed in base a quello riescono a capire se l'annata sarà favorevole oppure no.

Insomma come avete potuto leggere dal mio racconto una festa ricca di emozioni e di sorprese, molto particolare e originale.

Consiglio a tutte le persone che non hanno mai visto il Paese di Lodè e sentito parlare di questa festa di andare almeno una volta nella vostra vita ,  inoltre avrete l'occasione di visitare questo Borgo montano autentico davvero caratteristico sia per la sua storia, sia per le sue usanze e tradizioni culinarie e sono certa non ve ne pentirete ♥ 

Vi allego il link del video della festa di questa'anno ( 16 Gennaio2018) fatto da Cinereporter  Fotoe20  così  se non l'avete potuta vedere dal vivo  potete dargli  un 'occhiata  direttamente cliccando l'immagine  qui sotto

 

                       ▼                                          

Annoasa menzusu chin salute !

Se volete visitare Lodè, cliccate sulla mappa per avere le indicazioni stradali ▼

Che ne pensate di questa stupenda tradizione ? Siete mai stati nel Borgo autentico montano di Lodè? Avete mai partecipato a questa festa? se avete curiosità da condividere fatemi sapere sono molto curiosa ...Ci conto!

A presto, 

 

seresweetlove ♥


Chiesa di San Giovanni di Sinis ♥

La sua storia e le sue curiosità

Chiesa di San Giovanni di Sinis
Chiesa di San Giovanni di Sinis

Durante uno dei miei ultimi viaggi con mio marito sono andata a visitare una delle chiese più antiche della Sardegna, anzi forse credo la più antica.

La chiesa di san Giovanni di Sinis che si trova presso l'attuale borgo di San Giovanni, nella strada  moderna che ricalca l'antico tracciato che porta verso le rovine della città antica di Tharros.

Non potevamo non ammirare da vicino la sua bellezza.

Il sito dove sorge la chiesa era adibito in antichità alla necropoli fenicio-punica dell'antica città di Tharros.

Successivamente sono stati ritrovati antichi reperti  dell'uso cimiteriale in epoca cristiana.

Scavi recentissimi hanno ritrovato i resti di un più antico edificio di culto cristiano affianco alla chiesa.

La chiesa come potete vedere dalla foto è orientata verso est con il suo abside e costruita in blocchi di arenaria

 

 

Blocchi di arenaria
Blocchi di arenaria

La strutturà in se è molto semplice, con niente sfarzi , ma è proprio questo a renderla stupenda e suggestiva.

Navata centrale con la vista della Cupola nella parte finale
Navata centrale con la vista della Cupola nella parte finale

All'interno ha una forma rettangolare divisa in tre navate coperte da volte a botte  che terminano con un transetto di parimenti  voltato. In corrispondenza della navata centrale e dell'abside troviamo l'unica cupola sostenuta da grossi pilastri.

 

Archi in arenaria
Archi in arenaria

Le due navate laterali comunicano con quella principale attraverso degli archi meravigliosi. 

Facciata principale con Oculo sopra la porta
Facciata principale con Oculo sopra la porta

L'illuminazione nella navata centrale è data da tre aperture quadrangolari non molto grandi. La facciata della chiesa ha una particolarità, un Oculo sopra la porta d'ingresso, per il resto la semplicità nella sua realizzazione ne fa da padrone.

 

Vista cupola dai lati della chiesa
Vista cupola dai lati della chiesa

Al suo esterno nella parte centrale della chiesa è evidente una cupola che riferibile ad un originario edificio a croce greca  iscritta in un quadrato (probabilmente VI secolo) e poi radicalmente trasformato( probabilmente nel XI e XI secolo) con l'aggiunta dell'abside e dell'aula trinavata e l'apertura delle bifore  .

 

Quando siamo entrati al suo interno siamo stati colpiti  innanzitutto dall'aria pervasa di spiritualità e dal silenzio che ci donava un senso di pace e benessere. Un 'esperienza stupenda. Subito abbiamo notato due cose che ci hanno incuriosito e colpito dal primo sguardo, la prima la fonte battesimale alla nostra destra vicino alla colonna della navata centrale.

 

 

Fonte battesimale con angeli
Fonte battesimale con angeli
Fonte battesimale con all'interno rilievo pesce
Fonte battesimale con all'interno rilievo pesce

La sua particolarità è proprio la sua lavorazione con gli angeli all'esterno, mentre al suo interno, in rilievo il disegno di un pesce. Non avevo ancora visto o notato in nessuna chiesa un disegno così in rilievo all'interno di una fonte battesimale.

L'altare della chiesa
L'altare della chiesa

La seconda cosa che ci ha colpito è stata sicuramente l'altare semplice ma allo stesso tempo meraviglioso con i suoi blocchi di pietra antichi che col passare del tempo per  via dell'umidità hanno preso un color verdastro, ma che insieme alla luce che entra da una delle aperture rilasciano un colore suggestivo e meraviglioso. Si rimane ad osservare la bellezza che sta proprio nell'unione di dettagli semplici ma di impatto. In antichità proprio in questo altare il prete  celebrava la messa esclusivamente in latino.

 

 

San Giovanni di Sinis" Il Santo"
San Giovanni di Sinis " Il Santo"

Persone del posto ci hanno suggerito di lasciare  come usanza vuole  un bigliettino con una richiesta scritta di una grazia o protezione che si mette ai piedi o nelle mani del santo.

 

 

La collocazione della chiesa è perfetta, in quanto nasce in uno dei più bei punti che si potevano trovare, un contrasto perfetto tra il panorama marino e le antiche rovine della città di Tharros.

Purtroppo ad oggi  essendoci pochi fondi è in stato di abbandono, mi auguro che col tempo si riesca a trovare una soluzione per  far  in modo che non si deteriori e si possa trovare una strategia di contrasto per l'attuazione di un ripristino mirato.

Consiglio a tutti di andare a visitare almeno una volta nella vita  questa stupenda chiesa e rimarrete colpiti  ne sono certa sia dalla struttura sia dal  meraviglioso panorama del posto.

Corsa di Sant' Agostino svolta da soli uomini e ragazzi col saio rosso o bianco
Corsa di Sant' Agostino svolta da soli uomini e ragazzi col saio rosso o bianco

Per la sua festa il 29 agosto il santo viene festeggiato nella sua borgata marina e in concomitanza si festeggia la festa di Sant'Agostino a Nurachi. Viene portato in processione il loro santo (viene chiamata la corsa di Sant' Agostino verso San Giovanni di Sinis) da soli uomini e ragazzi, tutti rigorosamente vestiti  col saio o bianco o rosso, sa cappa, corrispondente ai colori degli abiti delle due confraternite della parrocchia.

Portano il simulacro settecentesco a piedi e di corsa fino alla chiesa di San Giovanni di sinis , per 18 km.

I due santi vengono portati nei giorni a seguire in processione nella borgata marina di  San Giovanni di Sinis.

Tutto è reso più suggestivo dal fisamornicista tipico del posto e dal coro di Cabras accompagnati dai cavalli.

Quest'usanza,  come ho già accennato avviene per la festa di San Giovanni di Sinis e in concomitanza a Nurachi per San'Agostino, un paese non lontano dalla chiesa e legati per la storia in cui si dice che le prime persone che aprirono la chiesa erano di Nurachi.

La maggior parte di persone che abita nella borgata marina di San Giovanni di Sinis sono di Nurachi.

Una volta terminata la processione sempre nella stessa giornata si compie dagli stessi uomini e ragazzi il percorso inverso di rientro insieme al simulacro e una volta arrivati al loro paese vengono accolti dalla popolazione che li accompagnerà in processione sino alla chiesa dove è riposto tutto l'anno il santo.

Da come si può immaginare una festa molto particolare e ricca di significato per la gente del posto ma anche per chi la osserva da al di fuori ♥

Voi cosa ne pensate di questa chiesa? Siete mai stati alla festa in suo onore? Sapete qualche curiosità in particolare che non ho citato?  Fatemi sapere.. Ci conto!

A presto,

 

seresweetlove♥

Indicazioni Google Maps▼

 


Autunno in Barbagia "Cortes Apertas" 2017

Alla scoperta delle tradizioni Sarde

Tutto ebbe inizio nel 1996 , quando il comune di Oliena organizzò per primo l'evento delle  "Cortes Apertas".

Cortes apertas significa "cortili aperti", in quanto gli abitanti del paese aprono i loro cortili, le loro case, per mostrare la loro storia, i loro prodotti e le tradizioni.

Avendo raggiunto un discreto successo, l'anno seguente si creò il progetto  "Cuore della Sardegna" dove  venivano coinvolti nuovi paesi.

Nel 2001 alcuni comuni e la camera di commercio avviarono un circuito in cui venisse fornito ad altri paesi della Barbagia la possibilità di adesione.

Nacque così il nome "Autunno in Barbagia", una sorta di vetrina che promuove le eccellenze prodotte e le tradizioni  artigiane, artistiche ed enogastronomiche del luogo. Le visite sempre più numerose di turisti e abitanti della stessa Sardegna portano un'occasione di consapevolezza di realtà esistenti e poco conosciute fino a quel momento.

L'esperienza diretta nel vedere la produzione di prodotti tipici locali come formaggi, pane ,vini e tanto altro e poterli assaggiare o osservare direttamente nella lavorazione con l'aggiunta di poter acquistare al momento è un'esperienza unica ed emozionante per chi la vive.

La Camera di Commercio e la sua azienda Speciale si occupano da sempre del coordinamento e gestione del circuito, mentre l'organizzazione di ogni evento è curata in maniera minuziosa dall'amministrazione comunale di ogni singolo Paese che aderisce all'evento.

Ad oggi i Centri da visitare sono 32 , visto che quest'anno si sono aggiunti altri quattro paesi quali Ortueri, Oniferi, Ottana e Orotelli.

L'evento è ripartito come ogni anno a Settembre è come primo paese ad aprire le Cortes 2017 è stato Bitti, centro più importante della Barbagia settentrionale, molto noto per il suo "Canto a Tenore " dove viene improvvisata la poesia  e  viene raccontata  la vita  di tutti i giorni del mondo agricolo, pastorale e artigianale.

La sua importanza è stata riconosciuta a livello internazionale con l 'inserimento da parte dell'UNESCO  tra i " Masterpieces  of the oral and intangible of Humanity" è perciò proclamato  "Patrimonio intangibile dell'Umanità".

Poi sono andate a susseguirsi ogni week end tutte le altre Cortes nei diversi paesi che hanno aderito, fino ad arrivare alle più recenti manifestazioni che si sono svolte sabato 15 e domenica 16 ottobre,  più esattamente nel piccolo centro di Lollove noto per essere davvero un piccolissimo centro e per la storia / leggenda  della sua maledizione .

Fu  proprio questa storia sulla maledizione ad ispirare  Grazia Deledda , nota scrittrice sarda,  per l' ambientazione di uno dei suoi  più celebri romanzi: "La Madre".

Mentre l'altra Cortes Apertas denominata "Nuscos e Gustos" si è svolta sempre nello stesso week end nel noto paese di Orgosolo.

A quest'ultima ho partecipato insieme a mio marito e vi racconto ciò che ho avuto la fortuna di vedere e assaporare.

Inanzitutto dobbiamo sapere che il  nome  Orgosolo ha un suo significato ben preciso.

"Orgosa" infatti vuol dire teritorio umido e ricco di sorgenti, per quello i l suo territorio ha terreni molto fertili.

Molto famoso anche questo antichissimo paese per il suo canto a Tenore, patrimonio dell'umanità Unesco e famoso per i suoi meravigliosi Murales.

Uno spettacolo molto suggestivo, che ho vissuto in prima persona durante la mia partecipazione alla manifestazione di domenica scorsa. Sono rimasta molto colpita  sin da subito dai Murales che ci accompagnavano durante il percorso  di tornanti che abbiamo fatto in macchina  prima di raggiungere l'entrata del paese.

Infatti tra la vasta vegetazione vi erano dei disegni nelle rocce davvero suggestivi come questo che vi mostro e che mi ha molto colpito:)

 

 

murales orgosolo pitturato su roccia
Meraviglioso Murales disegnato su roccia tra i tornanti che vanno verso Orgosolo

Una volta arrivati in paese siamo stati accolti da diverse ragazze e ragazzi, molto giovani che ci offrivano dei dolci tipici e assaggi di vini locali.

Abbiamo parcheggiato nello stadio comunale, pagando una piccola cifra (€ 5) , dove era stato adibito all'accoglimento delle macchine dei visitatori.

Il percorso per arrivare al centro della manifestazione era semplice e facile da capire in quanto l'organizzazione ne faceva da padrone, vi erano diversi ragazzi posizionati in più punti che davano le direttive su come arrivare e cosa poter vedere di interessante durante l' evento.

Veniva fornita una mappa che permetteva di scegliere i punti d'interesse ed evitare di perdersi.

Graziano Tendas
Graziano Tendas

Siamo stati colpiti dall'enorme gentilezza delle persone del luogo che ci facevano assaggiare i loro prodotti locali come in questo caso in segno di amicizia e disponibilità.

Questo signore è stato davvero gentile. Il suo nome è Graziano Tendas è crea"Zucche ornamentali".

Le sue mani d 'oro creano prodotti meravigliosi come la borraccia che contiene il vino che c ha offerto. Un capolavoro:)Lo potete trovare su facebook per eventuali acquisti ♥

 donna orgolese che inforna il pane tipico nel forno a legna
Pane tipico fatto a mano e infornato nel forno a legna

In alcuni casi come in questa foto, si poteva osservare la tipica donna orgolese che inforna il pane dopo la sua lavorazione, nel forno al legna. Come si può ben notare l'attenzione e la cura  nello svolgere il  suo lavoro.

Si poteva assaggiare e successivamente acquistare subito i prodotti appena sfornati. L'odore del pane sfornato era meraviglioso e invitava  subito all'assaggio ♥

 

La cantina di orgosolo del vino
Cantina del vino di Orgosolo con antichi strumenti in esposizione

L'assaggio dei vini dalla cantina principale di Orgosolo è una tappa immancabile della manifestazione oltre ad essere un'esperienza molto interessante. Anche qui si poteva acquistare direttamente.

Inoltre si aveva la possibilità di visitare le stanze delle cantine con le antiche strumentazioni usate per la creazione del vino.

Come potete notare nella foto anche la confezione del vino esposta è stata pitturata a mano, riportando l'attenzione anche all'altro segno identificativo quali i Murales.

 

Prodotti genuini fatti in casa dagli abitanti di Orgosolo
Perette, pasta fatta a mano, pane fatto a mano, formaggi, salumi, olive e mandorle

Molte donne, sopratutto le anziane del paese ci accoglievano nei loro cortili con tanta cortesia e ci raccontavano le storie della loro famiglia, ci mostravano i prodotti tipici realizzati direttamente da loro o da i propri familiari come i formaggi, la pasta fatta a mano seguendo le vecchie ricette di famiglia, il pane e tanti altri prodotti tradizionali.

In alcuni casi come ad esempio il pane, veniva realizzato al momento davanti ai nostri occhi.

In questa foto ho messo alcuni tra i tantissimi prodotti che vi erano esposti.

Costume sardo e abiti tipici di Orgosolo
Tipici abiti e accessori tradizionali di Orgosolo

Abbiamo ammirato anche i veri vestiti tipici che venivano utilizzati in diverse occasioni sia dalle donne che dagli uomini.

Il tutto esibito e conservato con massimo cura.

Abiti molto semplici ma con dettagli che li rendono unici.

 

 

 

 

 

Ho apprezzato la vera passione e l'attaccamento delle persone del luogo per la propria cultura e tradizione, sono stata colpita in maniera particolare da una casa in un vicolo adiacente al centro .

Aveva allestito di fronte alla sua veranda diversi costumi tipici sia maschili che femminili da mostrare a chiunque passasse.

Erano posizionati con tanta cura e amore ♥

Nella foto potete notarlo voi stessi.

 

Bracciale di perle con "Su Coccu".
Bracciale di perle con "Su Coccu"

Oltre  a tutte queste cose sono rimasta incantata dalle lavorazioni artigianali come quella del "Su Coccu" famoso amuleto sardo di protezione contro il malocchio che viene utilizzato e lavorato in diverse maniere. L'abbiamo visto inserito  nei bracciali, negli orecchini, nelle spille, nelle collane e abbiamo avuto la fortuna di vedere dal vivo la loro lavorazione.

Vi faccio vedere uno dei miei acquisti preferiti in quanto non l'avevo ancora visto fatto così, "Su Coccu" inserito nel bracciale di perle elastico.

Come potete vedere molto delicato ed esteticamente molto bello da vedere.

 

Gioielli in filigrana e lavorazione
Gioielli in filigrana e lavorazione.

Oltre a "su Coccu" viene lavorata tantissimo la filigrana che permette la creazione di  tantissimi gioielli da mettere anche nei meravigliosi costumi.

Nella foto adiacente vedrete le meravigliose parure, gli anelli di diverse forme e dimensioni, bracciali e ciondoli.

Tutto rigorosamente fatto a mano dagli artigiani del posto, nella foto ho immortalato un momento di lavorazione molto delicato di uno degli artisti di questi splendidi capolavori, durante la preparazione del suo gioiello in filigrana.

Quanta passione e precisione ho notato nel suo lavoro...un vero maestro♥

 

 

Si alleva il Baco da seta "razza orgosolo" per poi crearedopo la lavorazione Su Lionzu, tipico copricapo del costume sardo orgolese.
"Tramas de seda".Qui si alleva il Baco da seta "razza Orgosolo"

Ora invece vi racconto una storia di questo paese che mi ha incuriosito davvero tanto e incantato in assoluto di più durante questa Cortes Apertas di "Gustos e Nuscos". Una pratica di lavorazione molto antica, a me sconosciuta sino a quel momento, che viene svolta in Sardegna solo ad Orgosolo, per la creazione della Seta tramite i bachi. 

Il tutto viene lavorato dalla grande maestra Maria Corda, l'unica donna in Europa a fare tutta la filiera della seta.

I bacchi che vengono allevati, a bozzolo giallo, chiamati "Razza Orgosolo" e riconosciuti dall' istituto Bachicoltura di Padova, servono anche per la lavorazione di  "Su Lionzu",  il copricapo del costume  femminile della donna di Orgosolo.

La prima fase della lavorazione consiste nell'allevare i bruchi del baco da seta che  sono molto piccoli, si cibano esclusivamente di foglie  di gelso.

Non viene realizzato un grosso allevamento ma viene prodotto in casa da generazioni e viene solo creato per preservare l'arte senza scopi di lucro.

La seconda fase consiste nell'utilizzare il bruco da seta ormai maturo, che si riconosce perché non vuole più mangiare e dalla loro bocca fuoriesce la bava che a contatto con l'aria diventa filo, cioè la seta.

Questa fase è chiamata "'Imbozzolatura".

Allora, arrivati a questo punto si preparano delle grandi ceste dove si mettono frasche di lavanda selvatica secca, erica e lentischio e con delicatezza manualmente  si trasferiscono i bruchi che pian piano si arrampicheranno nelle frasche e nel giro di cinque giorni ogni bruco produrrà un bozzolo.

Tutto questo avviene alla fine dei due mesi di allevamento.

Su tutto l'allevamento, a giugno, vengono scelti solo dieci maschi e dieci femmine e solo a questi viene fatto compiere tutto il ciclo vitale  per poter avere l'anno successivo garantito allevamento. Il bozzolo della femmina ha la forma tondeggiante mentre quello maschile è più allungato. All’ 'interno di tutti i bozzoli c 'è una larva viva , perciò deve 'essere bloccato il ciclo vitale per evitare che si sviluppino le farfalle e non permettano la creazione del filo di seta, perché la farfalla che fuoriesce buca il bozzolo, e  questo deve ' essere intero a filo continuo e non spezzato.

La maestra Maria  Corda con la sua esperienza tramandata da generazioni blocca il ciclo vitale con la semplice tecnica di riporli una notte dentro il freezer.

Il freddo blocca immediamente il ciclo e  permette succesivamente di estrarre il filo di seta e di poterlo lavorare.

Per ottenere un filo di seta servono un quintale di foglie e sei mila bozzoli. Insomma da come avete capito una lunga lavorazione che questa meravigliosa donna fa con cura e tanto amore, per poter portare avanti una tradizione di famiglia importante sia per il Paese sia per tutta la Sardegna.

Sono davvero felice di averla conosciuta e di farvela conoscere in poche righe perché merita davvero sia come donna sia come artista Ormai da anni lotta per tutelare la filiera dei bachi da seta ad Orgosolo.

Vi lascio un link diretto dove potete vedere il video della vera e propria lavorazione  dei bachi sino alla creazione del copricapo del costume sardo della donna di Orgosolo http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=194151

 

Lavorazione a mano con scalpello dal giovane artigiano per la creazione del tagliere.
Lavorazione a mano con scalpello dal giovane artigiano.

Altre lavorazioni interessanti sono state sicuramente quelle fatte sui taglieri, nella foto il giovane artigiano intaglia con lo scalpello a mano una per una le foglie di un fiore che andranno a completare il disegno sul tagliere. La passione si tramanda da padre in figlio è viene portata avanti nelle generazioni.

 

Tipici cestini di Orgosolo, con all'interno seta e specchi
Tipici cestini di Orgosolo

I cestini, altra lavorazione tipica vengono creati totalmente a mano  con  tanta  passione e precisione.

Li abbiamo di diverse forme e colori, addiruttura con all'interno dei ricami di seta e con specchi per dare un tocco di originalità. Un sorta di firma per chi li crea per far riconoscere i propri prodotti. Molto originale♥

 

Oltre alle dimostrazioni dei mestieri e dei lavori della tradizione  che abbiamo potuto ammirare, si può ascoltare la musica degli strumenti del ballo sardo e del famosissimo canto a tenore e inoltre ammirare le sfilate dei costumi tradizionali.

Buoi che trasportano carretto orgosolo
Buoi che trasportano il tipico carretto di Orgosolo

Ogni anno è usanza il passaggio del vecchio carretto guidato dal suo pastore, utilizzato in antichità e anche tutt'ora, con i suoi buoi che portano per le vie del centro del paese tanti bambini al suo interno.

 

Murales di Orgosolo fatti a mano su pareti di palazzi e case
Alcuni dei Murales di Orgosolo dipinti su palazzi e case

Durante l'evento non potevamo non rimanere colpiti dai diversi murales che vi ho accennato all'inizio dell'articolo,

pitture e rappresentazioni diverse ed emozionanti  che consiglio a tutti almeno una volta nella vita di venire a vedere in questo luogo. Suggestivi dipinti che adornano vicoli, strade, piazze, case del centro storico e nuovi edifici.

Raccontano della politica, della cultura, delle rivolte popolari,  malessere e giustizia sociale e della vita quotidiana con annesse tradizioni. Il primo Murale fu firmato nel 1969 da Dioniso, un gruppo collettivo di anarchici. Pochi anni dopo se ne aggiunsero altri, fino ad arrivare ai nostri giorni.

 Vi lascio qualche foto da ammirare e chissà magari anche la curiosità nel voler vedere anche voi di persona queste opere d'arte.

Murales di Orgoslo che indica dove ci troviamo
Uno dei Murales più noti di Orgosolo
Murales tipici di Orgosolo che rappresentano le donne del paese
Murales che rappresenta le tipiche donne di Orgosolo
murales che rappresenta il costume di Orgosolo
Murales che rappresenta il costume sardo di Orgosolo

Vi consiglio comunque, oltre che partecipare a questa meravigliosa manifestazione di Orgosolo, di visitare anche tutte le altre Cortes Apertas che vengono svolte dal periodo di settembre fino a dicembre ormai ogni anno.

Ognuna racconta la sua storia e tradizione, ogni luogo è diverso dagli altri, proprio per questo vale la pena visitarli tutti.

La prossima sarà sabato 21 e domenica 22 ottobre a Belvì.

Un piccolo paesino noto per le sue castagne, nocciole e le ciliegie.

Per saperne di più andate a visitarlo :)

Spero che in qualche modo quest' articolo vi possa essere stato utile anche per le curiosità che vi ho parlato.

Vi lascio l'elenco delle diverse Cortes Apertas di Autunno in Barbagia 2017 :

 

1-2-3  SETTEMBRE  BITTI, 

9-10  SETTEMBRE OLIENA, 

16-17  SETTEMBRE DORGALI e SARULE

23-24  SETTEMBRE AUSTIS e ORANI, 

30  SETTEMBRE – 1 OTTOBRE  LULA e TONARA

 

7-8  OTTOBRE GAVOI, ONANI’, MEANA SARDO

14-15  OTTOBRE  ORGOSOLO e LOLLOVE

21-22  OTTOBRE SORGONO e BELVI’

28-29  OTTOBRE ARITZO e DESULO

 

3-4-5  NOVEMBRE MAMOIADA e OTTANA

11-12  NOVEMBRE NUORO e TIANA

18-19  NOVEMBRE OLZAI e ATZARA

25-26  NOVEMBRE OLLOLAI e OROTELLI

 

 

2-3  DICEMBRE GADONI, ONIFERI e TETI

8-9-10  DICEMBRE   FONNI E ORTUERI

 

16-17  DICEMBRE  ORUNE e OVODDA

 

 

ama la sardegna e rispettala

Avete mai sentito parlare  delle Cortes Apertas? Ci siete mai stati? Avete qualcosa da raccontare in riguardo?

fatemi sapere...ci conto!

A presto, 

 

 

 

seresweetlove


"La roccia dell'Elefante"

La sua storia e curiosità

Roccia Elefante , andesitico , strada, percorso , domus de janas, medioevo, castelsardo , sa petra perdunta, seresweetlove.
"La roccia dell'Elefante"

Durante uno dei miei soliti viaggi insieme a mio marito  alla scoperta di luoghi nuovi e particolari nella nostra meravigliosa Sardegna ci siamo imbattuti in uno spettacolo molto particolare e unico per il suo genere.

Una  possente roccia avente la forma di un Elefante.

Un grosso masso andesitico, dalla superficie ruvida e dal forte color ruggine, che in questa foto non rende molto bene per via della luce della giornata, ma posso garantirvi che è molto evidente.

Col passare degli anni, gli agenti atmosferici hanno eroso in maniera notevole la roccia confenderendoli il singolare aspetto di un pachiderma seduto.

Chiunque percorra la strada  SS 134 da Castelsardo verso Perfugas si ritrova ad un certo punto sul ciglio della strada la roccia dell'Elefante.

Mentre chi proviene dalla nuova strada diretta Sassari -Santa Teresa Gallura ( circonvallazione di Castelsardo) è neccessario svoltare per lo svincolo Sedini-Castelsardo e alla fine del raccordo si può ammirare lo spettacolo.

Il nome della roccia lo si deve allo studioso Edoardo Benetti , che nel 1914 per primo  gli  assocciò la forma dell'elefante.

Prima di allora veniva chiamata "Sa petra Pertunta" in sardo.

Al suo interno si possono trovare due Domus de Janas di epoca neolitica collegate tramite dei fori tra loro. La sua altezza di ben 4 metri la rende maestosa e impossibile da non notare.

Come spesso ci accade ogni estate visitiamo Castelsardo, un meraviglioso borgo medievale che dista 10 minuti da questa roccia e durante l'utimo viaggio di quest'estate abbiamo deciso di soffermarci e darle tutta l'importanza che meritava.

Vederla da vicino è uno spettacolo e la meraviglia nasce se dovessimo pensare a tutto il suo processo di creazione.

Alle sue origini era parte di un complesso roccioso del "Monte Casteddazzu".

La storia racconta che questa roccia si staccò dal monte e precipitò nella valle, posizionandosi dove oggi noi la possiamo ammirare, ecco perchè " Sa Petra Pertunta" .

Con il fenomeno erosivo nel corso dei secoli ha assunto la forma di un Elefante seduto alle falde di un ripido pendio, con la proboscide rivolta verso la strada.

Le due Domus De  Janas che troviamo al suo interno ( note anche come la "casa delle fate" ) sono delle tombe scavate nella roccia molto probabile in epoca preistorica.

Ne troviamo una anche nella parte superiore, ma purtroppo non è visibile in quanto non ha una via d'accesso dall'interno della roccia. La tomba inferiore è composta da 4 celle, di cui una resa particolare dalla presenza di corna bovine scolpite nelle pareti.

Dobbiamo far presente  che le corna, sono un elemento molto ricorrente nelle diverse Domus De Janas in Sardegna.  Rappresentano una componente fondamentale nelle antiche cerimonie religiose. Nella prima tomba si possono notare facilmente i primi segni di credenza funeraria, basate sulla correlazione di continuità tra la vita e la morte,tra il mondo terreno e quello ultraterreno.

Invito tutte le persone appassionate di storia e archeologia, ma anche molto curiose e interessate nello scoprire oltre ai soliti luoghi in Sardegna, come mare e spiagge ,questa meravigliosa roccia singolare dove al suo interno racchiude tanta storia .

Voi cosa pensate di questa stupenda e singolare  roccia? L'avete mai visitata e scoperto qualche dettaglio che non ho citato? fatemi sapere..ci conto!

 

A presto,

 

seresweetlove ♥

 

 

 

Indicazioni Google Maps ▼


La mia passione per i viaggi ❤

L'investimento migliore

Chi non ama viaggiare alzi la mano! Credo che ai giorni d’oggi non si trovi nessuno o quasi che non  gli piaccia viaggiare e se esiste lo vorrei conoscere per capire il perché di questa scelta così balorda, oserei dire. Sono seria!!! Per me è veramente inconcepibile parlare con qualcuno e sentire che non ama viaggiare o che non ha stimoli per farlo. Probabilmente non ha mai viaggiato per davvero.

Eh si! per viaggiare non si deve avere solo il biglietto, qualche soldo e la valigia… ci vuol molto di più’. E  la scusa che non si hanno soldi è la più’ vecchia che sento spesso, perché se si risparmia durante l’anno e si ha la volontà vera si riesce sicuro. La cosa seria che una persona può fare per arricchire per davvero la propria vita è viaggiare!Bisogna pensare che la forma piu' civile e intelligente di confronto è la conoscenza...se non viaggi non puoi conoscere davvero e di conseguenza non puoi confrontarti!

Con impegno e sacrificio chiunque lo può fare,lo si deve  solo volere per davvero ♥

Ci vuole innanzitutto la voglia di viaggiare vera, immedesimarsi in quel viaggio e viverlo al 100%. Vivere il luogo appieno vuol dire apprezzare ogni singola cosa, partendo proprio da tutto quello che ci può sembrare banale, rispettare il modo di vivere altrui e le tradizioni che ci possono apparire diverse. Osservare le persone e il modus vivendi e trarre beneficio da tutto ciò. Quand'ero piccola già spostarmi da una città all' altra o paese nella mia regione era già un viaggio che cercavo di godermi appieno. Ero curiosissima e come una piccola spugna assorbivo tutto ciò che vedevo e lo facevo mio. Voi direte in senso?  Ogni cosa che io vedevo come i diversi modi di fare, di vedere le cose, di mangiare, di vestirsi, di lavorare, ecc... li ricordavo attentamente e li usavo nel momento che ritenevo opportuno.

Non mi sono mai sentita fuori posto, perché mi sono sempre adattata e sentita a mio agio in tutte le nuove situazioni.

Col tempo si cresce e con questo anche la mia voglia di fare viaggi  al di fuori dalla mia amata Sardegna. Devo dire che sono stata fortunata perché con i miei genitori sin da piccola abbiamo fatto diversi viaggi  e questo mi ha proprio aperto un nuovo mondo. I viaggi però più’ intensi sono stati quelli che ho fatto con le amiche e con il mio fidanzato, nonché ora marito.

Ho veramente tantissimi ricordi e vorrei condividerli con voi nei miei articoli che farò prossimamente ,e ovviamente vi parlerò anche dei viaggi più recenti e di quelli che abbiamo intenzione di fare…credetemi sono tantissimi!!! Se avete curiosità di conoscere i posti che ho visitato e quelli che abbiamo intenzione di visitare, con annesse chicche….Leggete i miei articoli e credo che non vi annoierete anzi…avrete qualche curiosità in più’ nel voler conoscere ciò che mi ha maggiormente appassionato e sono certa che incuriosirà anche a voi!

Fatemi sapere se anche voi amate viaggiare, se avete questa passione o se non vi piace e il perché...e sopratutto se avete consigli e idee…

Ci conto!

A presto,

 

seresweetlove ♥