"La roccia dell'Elefante"

La sua storia e curiosità

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"La roccia dell'Elefante"

Durante uno dei miei soliti viaggi insieme a mio marito  alla scoperta di luoghi nuovi e particolari nella nostra meravigliosa Sardegna ci siamo imbattuti in uno spettacolo molto particolare e unico per il suo genere.

Una  possente roccia avente la forma di un Elefante.

Un grosso masso andesitico, dalla superficie ruvida e dal forte color ruggine, che in questa foto non rende molto bene per via della luce della giornata, ma posso garantirvi che è molto evidente.

Col passare degli anni, gli agenti atmosferici hanno eroso in maniera notevole la roccia confenderendoli il singolare aspetto di un pachiderma seduto.

Chiunque percorra la strada  SS 134 da Castelsardo verso Perfugas si ritrova ad un certo punto sul ciglio della strada la roccia dell'Elefante.

Mentre chi proviene dalla nuova strada diretta Sassari -Santa Teresa Gallura ( circonvallazione di Castelsardo) è neccessario svoltare per lo svincolo Sedini-Castelsardo e alla fine del raccordo si può ammirare lo spettacolo.

Il nome della roccia lo si deve allo studioso Edoardo Benetti , che nel 1914 per primo  gli  assocciò la forma dell'elefante.

Prima di allora veniva chiamata "Sa petra Pertunta" in sardo.

Al suo interno si possono trovare due Domus de Janas di epoca neolitica collegate tramite dei fori tra loro. La sua altezza di ben 4 metri la rende maestosa e impossibile da non notare.

Come spesso ci accade ogni estate visitiamo Castelsardo, un meraviglioso borgo medievale che dista 10 minuti da questa roccia e durante l'utimo viaggio di quest'estate abbiamo deciso di soffermarci e darle tutta l'importanza che meritava.

Vederla da vicino è uno spettacolo e la meraviglia nasce se dovessimo pensare a tutto il suo processo di creazione.

Alle sue origini era parte di un complesso roccioso del "Monte Casteddazzu".

La storia racconta che questa roccia si staccò dal monte e precipitò nella valle, posizionandosi dove oggi noi la possiamo ammirare, ecco perchè " Sa Petra Pertunta" .

Con il fenomeno erosivo nel corso dei secoli ha assunto la forma di un Elefante seduto alle falde di un ripido pendio, con la proboscide rivolta verso la strada.

Le due Domus De  Janas che troviamo al suo interno ( note anche come la "casa delle fate" ) sono delle tombe scavate nella roccia molto probabile in epoca preistorica.

Ne troviamo una anche nella parte superiore, ma purtroppo non è visibile in quanto non ha una via d'accesso dall'interno della roccia. La tomba inferiore è composta da 4 celle, di cui una resa particolare dalla presenza di corna bovine scolpite nelle pareti.

Dobbiamo far presente  che le corna, sono un elemento molto ricorrente nelle diverse Domus De Janas in Sardegna.  Rappresentano una componente fondamentale nelle antiche cerimonie religiose. Nella prima tomba si possono notare facilmente i primi segni di credenza funeraria, basate sulla correlazione di continuità tra la vita e la morte,tra il mondo terreno e quello ultraterreno.

Invito tutte le persone appassionate di storia e archeologia, ma anche molto curiose e interessate nello scoprire oltre ai soliti luoghi in Sardegna, come mare e spiagge ,questa meravigliosa roccia singolare dove al suo interno racchiude tanta storia .

Voi cosa pensate di questa stupenda e singolare  roccia? L'avete mai visitata e scoperto qualche dettaglio che non ho citato? fatemi sapere..ci conto!

 

A presto,

 

seresweetlove ♥

 

 

 

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